I nostri giochi

«Dentro Giocherenda nessuno perde. I nostri giochi sono cooperativi e non competitivi per far comprendere che ci si può divertire vincendo tutti e vincendo insieme».

Saifoudiny Diallo, membro di Giocherenda

I Cubi Contafiabe

Sei dadi di legno hanno 36 facce. Su ognuna di esse c’è un diverso disegno: animali, luoghi, personaggi, azioni, oggetti, ecc. Le immagini servono a creare racconti collettivi.

Il primo giocatore lancia il dado: appare un coccodrillo e inizia la storia: «C’era una volta un coccodrillo che nuotava felice nel fiume…». Il secondo giocatore lancia un altro dado e prosegue il racconto: «Il coccodrillo vide un aereoplanino di carta che volteggiava sopra di lui e gli venne una strana voglia di imparare a volare…».

Così di dado in dado e di bocca in bocca la fiaba cresce in una narrazione corale e comune.

Le Carte Acchiapparicordi

Un mazzo di carte, ciascuna delle quali rappresenta una parola calda, tradotta in molte lingue, accompagnata da im- magini fatte con la tecnica dei collage surrealisti.

È uno strumento aperto  che  può essere utilizzato in diversi modi. Ad esempio si estrae una carta e si racconta un episodio della propria vita collegato alla parola, ad esempio: sfida, paura, conflitto…

Oppure quando un giocatore pesca la carta, gli altri gli pongono delle domande a partire dalla parola.

È un gioco che stimola il racconto autobiografico e crea un clima di intimità e reciproca conoscenza.

La Ronda dei Desideri

È un gioco da tavolo, il cui scopo è coronare il proprio desiderio.

Attraverso la combinazione rapsodica degli elementi, ogni partecipante riceverà un’identità bizzarra, un contesto paradossale e una serie di oggetti, alleati, ostacoli e virtù improbabili. A partire da questi elementi dovrà elaborare il racconto di come infine giunga a la realiz- zazione del proprio sogno.

Quest’attività giocosa stimola la fantasia e il problem solving, ma conduce anche a riflessioni più serie: le circostanze da cui si parte rendono assai disuguale la possibilità di realizzare i propri desideri e, perfino, di far valere quei diritti che spetterebbero a ogni essere umano.

Le fantamacchie

Lo psicologo H. Rorschach utilizzò macchie di inchiostro simmetriche per indagare la psiche umana, noi proponiamo una collezione di  tavole con schizzi di colore per esercitarsi nel fantasticare. Marina Warner in Phantasmagoria scrive: «Quando il cervello si imbatte in qualcosa di privo di significato e ragione, prova ad abolirlo, generando fantasie».

Nelle macchie di colore si possono riconoscere una molteplicità di figure e significati, tutti ugualmente legittimi. Esse sono quindi il simbolo della bellezza della diversità e del métissage.

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